15
NOV
2017

Seconda Mostra galeotta – Collettiva di mail art dalle carceri italiane

Giunge alla seconda edizione la Mostra galeotta, a cura di Giancarlo Lacchin.

Si tratta di una grande collettiva di mail art, con 122 artisti detenuti nelle carceri italiane affiancati da 22 artisti indipendenti, le cui opere saranno vendute a sostegno del progetto per i detenuti. L’evento è inserito nella programmazione di Book City.

 

Spazio BIG, Via Santa Marta 10 – Milano

Vernissage Sabato 18 novembre 18.30 – 22.00

Mostra visitabile dal 21 al 23 novembre 2017 (dalle 10.00 alle 18.00)

 

Il progetto “Pittori dentro”, giunto alla II edizione della Mostra Galeotta, prosegue con convinzione nel tentativo di esplorare i confini fra arte e libertà, tema fondamentale di sviluppo della creatività artistica, in tutta la grandezza e la vastità della sua storia,e di tutto il pensiero estetico occidentale. Sono confini, questi, instabili, spesso solo accennati, a volte invisibili, sono confini che invitano a essere percorsi, oltrepassati, talvolta addirittura abbandonati, che si rivelano a loro modo salvifici, ma che spesso invece manifestano il carattere insidioso, illusorio, quasi pericoloso degli orizzonti che dischiudono. Se però, come afferma il grande poeta romantico tedesco Hölderlin, è proprio nel pericolo che cresce ciò che salva, è allora vero che a partire dalla comprensione di questo complesso e rischioso rapporto si gioca la sfida che l’artista rivolge ogni giorno al mondo e alla realtà. Nella sua opera convivono infatti le immagini caotiche che provengono dal profondo insondabile della propria soggettività, spesso irrefrenabile, e l’altrettanto forte impulso all’ordine, alla forma e alla comprensione della propria razionalità estetica, in una lotta fra libertà e legge, fra soggettività e oggettività, che esprime il vero valore artistico del suo gesto. Nel confronto fra diversi linguaggi e modalità artistiche, fra approcci più ingenui e tecniche più mature, fra “artisti dentro” e “artisti fuori”, il canto di libertà che si sente risuonare da queste opere di mail-art è sempre il medesimo e diviene narrazione di una vita dell’anima che, in qualunque condizione, sia anche di costrizione o di limitazione, emerge insopprimibile ai sensi facendosi forma e significato. (Giancarlo Lacchin)

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